Echi di libertà e risate rossiniane

CULTURE, ITALY, opera, Primo piano, TCBO

Dal Congresso di Vienna alla comicità di Charlie Chaplin, passando per le tele di Hogarth e le provocazioni di Dario Fo: il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini non è solo un capolavoro buffo, ma un’opera totale che sfida l’oppressione della Restaurazione con il potere trasformativo della risata. È questo il filo conduttore dell’ultimo incontro della rassegna “In Controluce – Percorsi d’Opera tra Arte e Storia”, intitolato “La più bella opera buffa che esista”, in programma domenica 14 dicembre alle 18.30 all’Auditorium Manzoni di Bologna. Protagonisti assoluti il pianista, musicologo e divulgatore Giovanni Bietti e lo storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa, che guideranno il pubblico in un’esplorazione multidisciplinare prima del debutto operistico al Teatro Comunale Nouveau (dal 19 al 30 dicembre), sotto la direzione di Renato Palumbo e la regia di Federico Grazzini.

Giovanni Bietti

Nata dalla visione della Fondazione Teatro Comunale di Bologna (TCBO), “In Controluce” – curata da Barbara Abbondanza in collaborazione con Innovio – ha illuminato quest’anno i retroscena culturali delle opere della Stagione d’Opera 2025, intrecciando musica, pittura, letteratura e cinema. L’appuntamento conclusivo celebra Rossini come demiurgo della comicità rivoluzionaria: scritta nel 1816, subito dopo il Congresso di Vienna che sancì la Restaurazione post-napoleonica, l’opera debutta con un fiasco al Teatro Argentina di Roma, ma riscuote presto un trionfo universale. La bottega di Figaro, “factotum” instancabile e motore degli intrighi, diventa simbolo di creatività anarchica: dialoga con gli interni borghesi di William Hogarth e Pietro Longhi, pittori del Settecento che ritraggono la vita quotidiana con ironia tagliente, e prefigura il riso liberatorio del Novecento. Per Chaplin e Fo, come evidenzia Bietti, la comicità è gesto di ribellione; Rossini la eleva a forza sovversiva, tra crescendo travolgenti, sospensioni comiche e auto-imprestiti musicali che tessono un universo sonoro inimitabile.

A condurre il viaggio è Giovanni Bietti, figura carismatica del panorama musicale italiano: musicologo, pianista, compositore e conduttore di Rai Radio3, ha incantato platee prestigiose come La Scala, l’Accademia di Santa Cecilia, il Festival MITO e La Fenice. Già open act della rassegna a gennaio con la Fanciulla del West di Puccini, Bietti sa trasformare la musicologia in spettacolo vivo, suonando al pianoforte e svelando i segreti della partitura rossiniana – dai ritmi perpetui di Figaro alle agilità vocali di Rosina. Al suo fianco, Giovanni Carlo Federico Villa, habitué di “In Controluce”: storico dell’arte, docente universitario, direttore di Palazzo Madama a Torino e presidente dell’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo. Villa illumina i legami visivi, da Stendhal – che lodò l’opera come “perfetta” – a Natal’ja Sergeevna Gončarova e Umberto Eco, tracciando l’eco del Barbiere nell’arte fino ai giorni nostri.

Giovanni Carlo Federico Villa

L’incontro non è solo parole: due gemme rossiniane prendono vita grazie ai talenti della Scuola dell’Opera del TCBO. Il mezzosoprano Claudia Marchi interpreta l’aria di Rosina “Una voce poco fa”, con le sue guizzi maliziosi e vocalizzi virtuosistici; il baritono Edoardo Di Cecco, allievo del Corso di perfezionamento rossiniano, dà fiato alla cavatina di Figaro “Largo al factotum”, incarnando l’energia travolgente del barbiere-filosofo. Al pianoforte, Claudia D’Ippolito. Il team creativo Innovio ARTS firma immagini, suoni e elaborazioni video, mentre Valentino Corvino cura scelte musicali e montaggi cinematografici, rendendo l’evento un’esperienza immersiva.

Bologna, culla della tradizione operistica emiliana, accoglie questo Barbiere come chiusura ideale della Stagione d’Opera 2025 al Comunale Nouveau: un’edizione che ha spaziato da Beethoven a Puccini, enfatizzando l’opera come specchio della storia. Rossini, “Cigno di Pesaro” ma bolognese d’adozione (fu direttore del Teatro Comunale dal 1810), infonde nella sua partitura l’ironia illuminista contro i rigidi codici della Restaurazione. In un’epoca di censura, Figaro – con la sua “all’erta son”, aria iconica di vitalismo popolare – celebra l’ingegno plebeo contro l’aristocrazia bigotta. L’allestimento di Federico Grazzini, con direzione di Renato Palumbo, promette fedeltà filologica e freschezza registica, in linea con la missione del TCBO di rendere l’opera accessibile e contemporanea.

L’appuntamento gode del sostegno di partner prestigiosi: Illumia, BPER, Pelliconi, Engel&Völkers, Balestra & Partners, Penske Cars, Valsoia e GVS, che testimoniano il valore culturale dell’iniziativa. Biglietti da 5 a 15 euro su Vivaticket; accesso gratuito per abbonati Stagione d’Opera 2025 (ritiro in biglietteria, Largo Respighi 1, secondo orari).

“In Controluce” non è solo anteprima: è un invito a riscoprire il Barbiere come opera eterna, dove il riso dissolve le catene del potere. Domenica all’Auditorium Manzoni, Bologna vibrerà di note rossiniane.

Donatella Luccarini