A Los Angeles tra lockdown e progetti cinematografici

INTERVIEW, WORLD

“Sto aspettando ardentemente che riaprano il mio posto preferito, attualmente chiuso per via del lockdown. E’ l’Huntington Botanic Garden di Pasadena, non vedo l’ora di poterci tornare” racconta Paola Piccioli, attrice bolognese che già da alcuni anni vive a Los Angeles ” Il giardino botanico è immenso, di una bellezza mozzafiato, composto da tante aree tematiche, che vanno dai roseti con oltre tremila piante, al giardino cinese, sino a quello delle piante desertiche. Io adoro la casa da tea che si trova all’interno del Garden, molto famosa che ospita anche un museo”

La riapertura del Garden sarà uno dei tanti segnali tangibili del ritorno alla normalità dopo il periodo dell’emergenza sanitaria, che Paola Piccioli ha vissuto giorno per giorno, adattandosi come tutti alla situazione,  che però ha rivelato anche molto aspetti positivi.

“Nonostante il lockdown o come lo chiama il nostro sindaco, lo shelter in place,  le abitudini e i rituali della vita losangelina sono rimasti in parte gli stessi. Ci si alza presto, ci si allena e naturalmente si mangia sano. Io pratico il workout tutte le mattine alle 9, seguendo un corso via internet”

Adesso ci i può di nuovo dedicare all’ hiking, dato che hanno riaperto  i sentieri intorno a Los Angeles. Questa è una delle attività sportive principali losangeline, che Paola ama molto, e che ha anche  un importante aspetto sociale perchè di solito si fa in compagnia, anche se  adesso  si deve ancora praticare da soli. Un altro aspetto interessante è quello lavorativo. “Ci  sono ugualmente provini ai quali partecipare” spiega Paola” ma a causa dell’emergenza sanitaria, ora si usa unicamente il self tape, cioè un video che si gira in prima persona. Io in realtà l’ho già usato in passato per alcuni provini, ma adesso è diventato l ‘unico mezzo possibile e richiede un montaggio molto più sofisticato e complesso, che ho dovuto imparare a realizzare.  

In realtà,  nonostante il lockdown abbia reso la città quieta e diversa dal solito, quasi ferma e apparentemente  inattiva, il lavoro procede comunque, anche su altri versanti, per esempio con il lavoro “in remoto” ossia la partecipazione a progetti filmici tramite piattaforme presenti su internet, che permettono di ovviare all’impossibilità di recarsi in uno studio cinematografico, alla presenza di regista e crew al completo.

“E’ un’esperienza che ho fatto anche io in questo periodo” dice Paola” Sono stata scelta per lavorare in un progetto pubblicitario nazionale,  commissionato da  una importante azienda che voleva vedere una prova di lavoro. Così abbiamo girato lo spot-demo, collegandoci in 20 persone su Zoom ”

Il direttore della fotografia dava indicazioni per le luci. Lo scenografo richiedeva un oggetto per l’inquadratura, il costumista suggeriva di indossare  una maglietta  piuttosto che un’altra, e il regista lavorava da remoto dirigendo tutto, mentre l’azienda committente sorvegliava e seguiva tutto. 

“E’ stato molto divertente, che ha rivelato la possibilità di provare modi nuovi in cui lavorare nonostante tutto e di farli funzionare bene”.

Ma tra qualche settimana si spera che tutto torni alla normalità, anche se le nuove conoscenze acquisite, rimarranno sempre un patrimonio utile tra le esperienze fatte in questo periodo di lockdown. E poi quali progetti aspettano Paola Piccioli?


“Sto portandone avanti due contemporaneamente” racconta “Sarò una delle attrici principali in una coproduzione Usa-Italia, che sarà girata negli Stati Uniti,  ove si stanno vagliando varie location. In realtà c’è la possibilità che qualche scena venga girata anche in Italia” 

Il titolo del film è  “The soap Maker” e si ispirerà alla vicenda di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice che negli anni 70, in Italia,  si macchiò di vari terribili omicidi.  La sceneggiatura che  racconterà la storia in modo  grottesco,  è in fase di lavorazione.

“E’  una sfida importante perché non ho mai affrontato prima il genere  horror/ thriller, oltretutto con una particolare chiave di lettura” prosegue Paola Piccioli”. L’altro progetto? Sarà un film dal titolo “Two to tango” verrà girato a Los Angeles, la sceneggiatura è quasi ultimata ed io sarò una delle due protagoniste di questa commedia molto divertente. Finalmente utilizzerò la mia esperienza di ballerina di tango, una grande passione che ho sviluppato per anni nelle milonghe italiane  e che poi ho portato avanti in quelle losangeline, dove il tango è praticato da un pubblico più  giovane rispetto al nostro. Tra i progetti  già realizzati, di recente ho avuto altre soddisfazioni:quattro nomination per il  cortometraggio “Idda” una storia proibita tra due cugine siciliane, regia di Salvatore Sclafani, del quale sono co-protagonista” 

Le nomination sono state ottenute  al  Festival Worldwide Women Film Festival in Arizona, al quale Paola e il regista hanno presenziato prima dell’emergenza sanitaria, e in queste settimane, le nomination aI  Festival  Lift-of sessions,   all’ UclaxFilmFest e in questi giorni, al Flickfair.

Pietro Marzillo