Protagonisti i Vignaioli Indipendenti
BolognaFiere vibra di un’energia particolare. Il 14° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti è in pieno svolgimento. La manifestazione accoglie l’entusiasmo di migliaia di visitatori. È una grande festa del vino artigianale, ma anche un viaggio dentro l’Italia che lavora la terra con rispetto, pazienza e visione. Tre giorni in cui Bologna diventa il punto d’incontro di una comunità che cresce, si riconosce e si racconta.

L’atmosfera che si respira in fiera è quella delle occasioni importanti. Oltre 8.000 vini in degustazione e acquisto, più di 1.000 vignaioli indipendenti provenienti da ogni regione italiana, gli olivicoltori della FIOI, e i produttori europei di CEVI. Un panorama vastissimo, ricco di accenti, di metodi, di terroir. Ma soprattutto, un evento costruito con cura, in cui l’organizzazione di BolognaFiere e la visione della FIVI trovano un equilibrio perfetto.

Già dalla presentazione, in conferenza stampa negli ambienti raccolti del bistrot NOI – Quelli di Cantina Bentivoglio, si intuiva lo spessore della manifestazione. Un incontro pensato per presentare il 14° Mercato dei Vini con la voce dei suoi protagonisti. L’Assessore Daniele Ara ha ricordato il valore culturale del vino e il ruolo di Bologna come città dell’agroalimentare contemporaneo. Stefano Pizzamiglio, in rappresentanza dei vignaioli FIVI, ha riportato l’essenza del lavoro indipendente: un impegno quotidiano che resta, sempre, profondamente umano.

Parole che si sono intrecciate a quelle di Alice Giuliani, Exhibition Manager di BolognaFiere, che ha sottolineato la crescita dell’evento e il suo impatto sempre più internazionale, e di Giancarlo Tonelli, Direttore Generale di Confcommercio Ascom Bologna, che ha ricordato come la città si stia aprendo al “Mercato” con entusiasmo, grazie anche alla Notte Bianca della ristorazione, nei locali, osterie e ristoranti.

L’anteprima ha avuto anche un momento dedicato all’immagine: l’illustratrice Sarah Mazzetti ha presentato il manifesto ufficiale del Mercato 2025, un’opera vivace, dinamica, che racconta con colore e movimento il cuore dei vignaioli indipendenti. Presenti anche i rappresentanti di AMO e della FIOI, testimonianza di un dialogo sempre più forte tra chi produce vino, chi produce olio e chi quei prodotti li mesce ogni giorno.

I visitatori attraversano i padiglioni della fiera, vivono un’esperienza immersiva, diretta, priva di barriere. Ogni banco è un incontro; ogni calice un racconto. I vignaioli parlano volentieri, mostrano mani che sanno di terra e al tempo stesso di competenza tecnica, portano con sé la storia intera delle loro aziende familiari.

Particolarmente interessanti le quattro masterclass dedicate ai vitigni autoctoni e ai territori italiani più identitari: appuntamenti molto attesi, che trasformano l’esperienza del 14° Mercato dei Vini in un piccolo viaggio di studio e approfondimento. Nel frattempo, gli assaggi proseguono. Le bottiglie si aprono una dopo l’altra, i profumi si diffondono, la folla scorre con lentezza, come in una grande passeggiata sensoriale. Il bello del Mercato FIVI è proprio questo: la libertà. Libertà di scegliere, di scoprire, di ascoltare. Libertà, soprattutto, di parlare direttamente con chi il vino lo fa.

Il Mercato dei Vini si conferma così non solo un luogo di assaggio, ma un momento in cui il vino diventa cultura condivisa, esperienza, identità. Un appuntamento che, ancora una volta racconta con semplicità e stile, come il vino sappia unire le persone quando è autentico, indipendente e profondamente vivo.
Donatella Luccarini
